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LiSoLacHeNonCePiu
>whyWALKwhenYOUcanFLY?<

22 dicembre 2010
sull'amicizia e altre cose.
Mi chiedo perchè la solitudine mi abbatta così tanto.
    Genera in me un forte senso di ansia, come un nodo che stringe lo stomaco e che blocca i sentimenti e le percezioni. Il tempo sembra non passare mai; in un giorno accadono tante cose, eppure, quando sono sola, le mie giornate sembrano eternamente inconcludenti. Sono le 8.00. Le 8.15. Le 9.20. Le 9.47. E ora sono le 10.45. E, incredibile! , ora sono già le 12.34... Guardo l'orologio in attesa di qualcuno con cui condividere il trascorrere di questi istanti, che uno dopo l'altro, sembrano sfuggire alla mia partecipazione.
    E' come in un quei giorni d'autunno, quando, seduta su una panchina al parco del quartiere, mi ritrovo incantata a guardare le foglie che, ad una ad una, cadono a terra. Conosco già il loro necessario corso, eppure le seguo istintivamente con lo sguardo, quasi volessi accertarmi di persona del loro reale traguardo. Alla fine, quando anche l'ultima foglia ha raggiunto le sue simili e completato il suo percorso, mi ridesto. E così passano gli istanti, le ore, le giornate e perchè no, talvolta perfino i mesi: passano così perchè li lascio passare senza scrutarli più attentamente, senza interrogarli, senza interagire, senza prendere parte a quel disegno che forse è già scritto, ma cavolo dove anch'io avrò ben la mia parte! E più passano anche gli anni, più mi rendo conto che al genere umano è stato affidato un ruolo davvero arduo, quello dell'improvvisatore. Ci hanno messo a recitare, e... a 15 anni: tutto sommato mi hanno dato pure una bella parte; a 19 anni: forse mi avevano dato il copione sbagliato, eh no quella parte non mi si addiceva, meglio questa; a 20 anni: forse si sono sbagliati, mi devono ancora dare il copione, pensavo. A 22 anni: forse inizio a capire... qui s'ha da improvvisare! Qui mi sembra che siamo già un po' di gente senza sto benedetto copione! E allora, su via, ma improvvisiamo!
     Ma di una cosa sono certa: un monologo no. Anche improvvisando, non è mica che posso inventarmi uno sceneggiato lungo una vita. E allora, per riuscire a fare 'sta recita, bisognerà essere almeno in due, dico io! E improvvisa quà, improvvisa là a qualcosa si arriverà. Se nessuno mi fa una domanda, a cosa rispondo? Se nessuno mi fa arrabbiare, quando piango? E se nessuno mi fa divertire, quand' è che rido?
     E allora vorrei tanto che, in giorni come questi, arrivasse qualcuno, chichessia, e si sedesse su quella panchina accanto a me. Il solo calore del suo corpo vivo ed il rumore dei suoi passi sempre più vicini basterebbero a riportarmi dentro quella scena di cui mi sento ora solo pavida spettatrice. E se poi mi rivolgesse la parola.... ah, incanto! Esseri della stessa specie che creano un contatto volontario e reciproco! Shock dei sensi.

     In giorni come questi, mi sento profondamente inutile e insensata, la voglia di improvvisare svanisce e mi ritrovo a sprofondarci in quella benedetta panchina. Perchè "umanità" significa che nessuno è uomo senza un altro uomo. Per fare un "umanità", anche ridotta davvero ai minimissimi termini, ci servono almeno due persone. E allora, in certi giorni mi sento poca cosa. E fuori, uomini e alberi e foglie e case e strade e animali, appaiono per un po' tutti uguali, tutti intenti a recitare la loro parte in sintonia, e tu in disparte, silenziosa, poco attiva. Chissà com'è che nessuno vuole rilanciare a me la prossima battuta. E pensare che me n'ero già progettate due o tre...

L'amicizia sublima davvero l'esistenza dell'uomo. In fondo, gli da gli strumenti di base per essere ciò che è.

Insomma, per quanto mi riguarda, meglio una vita di sfighe in compagnia, che una di culo da soli.


*E chi lo sa meglio di te? LOVE*



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11 dicembre 2010
wo xuexi hanyu...
E' come se facessi tutto perchè una voce mi dice che devo.
E cerco inutilmente di fare tutto come questa voce vorrebbe.
Ma è impossibile.

Perchè questa voce, che se vogliamo dirla tutta, proprio una "voce" non è.
E' forse un senso troppo spinto di razionalità.
Qualunque cosa sia è puro karma negativo.

Mi chiedo se questo bum bum bum nè sia la causa o la conseguenza.
A volte la differenza è così sottile!

Sentimenti predominanti:
    invidia
    nostalgia
    senso di inadeguatezza
Non a caso i pensieri tipo sono:
  Beato/a lui/lei
  Ma come c'è riuscito?
  Io non ce la farò mai

E poi guardo LUI. Mamma mia.
E' sempre bellissimo.
E' sempre così sereno, così sè stesso.

Mi chiedo come sono arrivata a questo punto, ma.... a che punto sono?

Mi guardo indietro e dico: ero davvero io?
Guardo avanti e penso: dura, cavolo. Come si fa?

Poi mi guardo a fianco e sorrido.
Sono terribilmente stupida...... e fortunata.

La famiglia è un'oasi di pace in un mondo spietato.






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10 dicembre 2010
la paura
La paura di non essere in grado
La paura di non essere adatto
La paura di non riuscire a smettere
La paura di non riuscire a esprimersi correttamente
La paura di essere superato da tutti quelli che ti stanno intorno
La paura di non riuscire a dimostrare che sei qualcuno
                   e che a modo tuo sei unico e speciale
La paura di non riuscire a ricordare
La paura di non riuscire a capire perchè
La paura di non riuscire ad essere più lo stesso
La paura di non riuscire a dare il meglio
La paura che vada tutto sempre peggio
La paura di non riuscire a essere padroni di sè, delle proprie idee e delle proprie azioni
La paura di non poterci arrivare mai, là dove vorresti
La paura di continuare a credere che ci sia qualcosa di sbagliato, quando in fondo tutto va semplicemente come deve andare.
La paura di non farcela.

A fare cosa?
A realizzare le tue aspettative
A realizzare le aspettative di chi ti sta intorno e ti vuol bene
A capire quali sianpo le aspettative di chi e quanto siano importanti nella nostra vita
Ad andare avanti con il sorriso e un minimo di dovuta serenità nel cuore
Ad alzarsi la mattina senza il cuore in gola
Ad andare a letto la sera senza passare ore insonni in attesa di agnognati "sogni d'oro"
A stare tranquilla.

Perchè ho una casa, vestiti e accessori, un cane splendido, un fidanzato anche meglio, una famiglia tosta, mangio bio, ho un dottore super...... ho le carte in regola, ma

Ho Paura Di Giocare,

perchè forse non ho ancora capito che perdere è solo l'altra faccia. Nulla di più.





permalink | inviato da LiZpUnK il 10/12/2010 alle 14:53 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (1) | Versione per la stampa
7 febbraio 2010
back.again. maybe.
what's right is wrong
what's come has gone
what's clear and pure is not so sure.


Meno male che ci sono ancora loro... i cani bastardi e fedeli.






permalink | inviato da LiZpUnK il 7/2/2010 alle 14:47 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
22 aprile 2008
oh gosh!
 Señorita, feel the conga, let me see you move like you come from Colombia .





permalink | inviato da LiZpUnK il 22/4/2008 alle 21:20 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
15 gennaio 2008
ue capo! senti un po' qua.
eh si. alle feste non si paga l'entrata.
eh si. perchè la TeKiTeK vive di amatoriale.

perchè,
fra qualche anno ,
avrete un conto salato da pagare,
                                un debito davvero difficile da saldare.

quello legato ad una scelta sbagliata,
                                     ad una gioia forzata.

Abusi di te stesso. Sei un condannato.
Dipendente più dai tuoi errori, che dalle tue droghe,
inganni più te, che non il tempo.

Pensaci bene.
Pensa se vale di più il ballo o lo sballo.

Decidi se la TeKiTeK che vive di amatoriale
è quella dei fattoni o quella degli artisti.

Di chi ci mette anima e corpo.

Non dimenticare
                      che
           la rivoluzione si fa con il cuore e non con la chimica.

Se siamo davvero parte di questa rivoluzione,
che si nasconde ed esplode dietro muri di casse,
facciamoci sentire
senza permettergli di chiamarci "degrado".



Purtroppo...

...la politica economica italiana ha dato buoni frutti,
infatti drogarsi costa meno di una pera.





permalink | inviato da LiZpUnK il 15/1/2008 alle 23:44 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (2) | Versione per la stampa
6 gennaio 2008
che sfigata.

 meglio te? Di te
che vivi di foto a prospettiva ridotta
in cui sembri la figa del paese
e invece sei una merda;

che vivi di parole che danno i brividi
e di fatti che fanno cascare i coglioni;

che vivi di paranoie laceranti
nel tuo mondo di zucchero e seta...

Tu che hai Soldi e Salute

e che pretendi una non so che forma di felicità estasiante e dionisiaca...
si una di quelle cose platoniche, c'hai presente?
ovvero una di quelle puttanate magistrali che tutti inseguono e nessuno raggiunge -chiediti un po' perchè...

ma che cazzo pretendi? e soprattutto...perchè?
io meglio di te??
no no... non era certo questo che intendevo.

almeno tu hai un'abilità a me non nota.
Quella di fingere. Di fingere spudoratamente.
Di fingere un male che non c'è.
Vai in Africa a vedere come stanno lì,
dice sempre mia mamma,
così forse la smetti di lamentarti per le puttanate.
Come ha ragione.

Forse, però, la sfigata sono io.
Io che con arroganza ammetto di non saper fingere. Eppure, da un lato soffro anch'io.
Eh si, signori. Sono anch'io figlia di questo secolo di merda.
Sono anch'io parte della generazione dei bamboccioni.
Quelli che si drogano e soffrono lo stress.

Ma io, ora come ora, una vita esaltante con ce l'ho.
Mi dispiace. Sul serio, dico.
Voglio ritornare alle mie botte di emozioni.
Quelle per cui cazzo se è bello essere vivi e avere degli amici e vivere con e per e degli amici.
Ma mancano gli amici.

Ecco il perchè di tutto. Dove manca l'amicizia mi crolla il mondo.
E allora nessuna esperienza ha senso.
Niente che non sia condiviso mi esalta.

E così, sola soletta, accoccolata sotto un cielo da neve
ti guardo.
Non so se le nostre situazioni si equivalgano.Molto probabilmente no.

Non so dire chi reagisca meglio alla vita.
So che abbiamo due prospettive mooolto diverse, questo mi sembrava abbastanza chiaro.
Forse perchè sono diversi i due punti da cui guardiamo il mondo.

Io ti vedo che guardi tutto da sopra un cavallo bianco (quello del principe azzurro..te lo ricordi?)
e vedo me seduta su un cactus.

Voilà: abbiamo scoperto perchè sono così acida.
Ma ricorda: Non sempre essere più in alto significa poter vedere meglio.

                                ps: e magari una spina nel culo aiuta.




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25 novembre 2007
tutto bene sire?
sottocassa
tutto passa.

E non è una bugia.
E' come un'emorragia
di sentimenti ed empatia.

Testa bassa
come muli sotto carichi pesanti
come zombie stanchi
come asini dietro a carote.
Parole vuote.

Scappa che fai prima -dicono.
E invece io resto e combatto.
Combatto la falsità
di chi non crede
che...
 
fanculo.





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10 novembre 2007
branco di spostati.
 

branco di spostati che non siete altro! 
                            (che non siamo altro...)
eh già.
perchè qui
sardegna e veneto
sicilia e trentino
abruzzo e lombardia
si mescolano
e la distanza non esiste più.

senza mezze misure.
senza mezzi termini.

Tutti in fuga da unica realtà
che divisa in "regioni"
ci illude di essere molteplice.
E invece no.
Tutti in fuga dallo stesso piccolo mondo,
alla ricerca di sorrisi sinceri e gioiosi deliri.

E qui, a Bologna caput mundi,
mente aperta e sogni entusiasti
si fondono in un unico abbraccio.

 

Dove sogno è conflitto

Anche le menti migliori

Si inchinano al destino

Di una società che lenta scivola

Nelle mani di un male incurabile.

 

Un male che perfora.

E’ un dolore sordo, che non si esprime.

Non si rivela.

 

E’ l’incapacità di dare colore alla vita.

Realtà ai sogni.

Coraggio ai vivi.

 

E il riscaldamento globale

E i rave

E la democrazia esportata.

 

E sorridi che illumini il mondo aggratis.

Quella che sto per raccontarvi è una storia vera.
E' la storia di un incontro speciale.
Di quando la Libertà incontrò il Destino.

 

Era un giorno come gli altri.

Gli studenti bruciano

La gente si ammala

Le coppie scoppiano

I matti sorridono

I pesci li pescano

Un giorno come gli altri.

 

E Lei camminava tranquilla.

Noncurante del male del mondo

Dava vita ad un nuovo male.

Tra una sigaretta e qualche droga

Ignorava i ritmi del corpo.

 

Alla fine Libertà poteva tutto.

Finché un giorno,

Un giorno fatale,

Incontrò lui.

 

E lui si prese gioco di lei.

Alla grande.

Sorridendole

Stringendola forte

Teneramente e lentamente

la portò con sé,

oltre tutto quello che per noi ora c’è.

 

Perché Liberta non era solo

Una ragazza fantastica,

ma anche un modo di essere

di pensare

di ridere

di vomitare

di ascoltare.

 

Satura di emozioni che il Destino le dava,

ballava su vetri rotti

senza sentire dolore.

Coscienza spenta e casse accese:

era quella dolce senzazione

di tenere la testa sott’acqua e non uscire mai;

era quella volontà di ridere in faccia al mondo

col più vero dei sorrisi.

 

 

Il Destino, in fondo, le aveva dato solo quello che voleva.

Non l’aveva cambiata.

Libertà era sempre lei.

Ma in tasca aveva le carte sbagliate.

Numeri perdenti.

Soluzioni inutili.

Preghiere dimenticate.

 

E ora noi portiamo la in spalla

53+30 kili

E un mondo viene a galla.

 

Ora siamo noi, branco di spostati,

a subire il peso della nostra stessa Libertà.

 

 

Prima regola?

Mai dico mai abbandonarsi al Destino.

 

A voi la scelta, comunque.








permalink | inviato da LiZpUnK il 10/11/2007 alle 22:21 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
24 ottobre 2007
cose preziose

 Nel buio tu cammini con me,
tu sei il motivo per cui sopravvivo perché
mi hai dato un obiettivo finchè
lacrime rosse non cadranno sull'asfalto.
Vedrò il tuo volto, saprò perchè mi hai scelto.
 
 Nel buio tu cammini con me,
tu sei il motivo per cui sopravvivo perché
mi hai dato un obiettivo finchè
le mie battaglie non saranno concluse.
Ogni tuo sguardo, ogni frase: cose preziose.

(...)

 Nuovi orizzonti, nuove sfide, è un ciclo che si conclude, nuove strade
per chi procede sull'asfalto, il buio ha avvolto il resto del cammino,
hai scelto il mio destino e adesso portami lontano.

 Lascio che sia tu a guidarmi a condurmi altrove,
perché mi aspettano altri dubbi, nuove insidie, altre prove.
Saprò sentire la tua voce anche se tace,
sarò capace di inoltrarmi in posti senza luce,
in mezzo a volti mai visti, trucchi tra illusionisti,
ricorda questo: esisto solo perchè esisti.

 Manifesto un legame profondo più dell'oceano, il suono
che mi accompagna oltre la terra di nessuno
insieme camminiamo nel buio fino alla fine
perchè è tempo che il mio viaggio arrivi a destinazione.
So bene che il mio debito è immenso,
lacrime spese cercando un senso...
cose preziose. 



Scatta l'ora x.
Schioccano le mandibole e anche i migliori sorrisi scompaiono dietro volti deformi.
Solo un viso resta intatto.
Pallido osserva il mondo con pacata curiosità.
Abbozza sorrisi ingenui.

Pesta forte i piedi a terra.    
[forte forte!]
Li pianta.
Li affonda di qualche centimetro nel fango, nella sabbia.
Li affonda di qualche centimetro nella gioia sincera di essere al mondo.
Gode di sè.
Per sè.
Degli altri e per gli altri.


Forse sogna. Ma forse no.
Forse è tutto vero.
E' felice di vivere. Perchè lui, tutto quello che sente, lo sente davvero.

Salta. La cassa gli sputa in faccia aliti di vita, gli urla in viso attimi di disperata lucidità.
Occhi chiusi. Respiri profondi. Braccia tese.
E così affronta la Vita.

Stringe una cassa. La sfida. Si sfida.
E resterà lì, ore, a lasciarsi sedurre dal suono della sua anima.

Fallo. Fallo. Fallo ancora.
E non ti preoccupare. Perchè tu hai ancora il sorriso sulle labbra.
E finchè sorridi nessuno ti può buttare giù.
E se cadi, ti tiro su io.
E mano nella mano, in un unico abbraccio viscerale, affonderemo i piedi insieme.
E finchè non ci esploderanno le gambe, potremmo ballare uniti e la Vita ci sorriderà per sempre.


(Ma la musica prima o poi si spegne.
Il sole sale all'orizzonte.
Il caldo si fa opprimente.
Le forze svaniscono.)

Lui non chiede l'immortalità...ora un letto potrebbe bastargli.
Solo per svegliarci insieme,
nello stesso abbraccio indistruttibile,
che ci legava nel profondo al suono di battiti accelerati.
Solo per capire che
dove la notte finisce
e la vita sogghigna smorfiosa,
regno io.
 E tu con me.
[sarai il mio re]










permalink | inviato da LiZpUnK il 24/10/2007 alle 23:52 | Leggi i commenti e commenta questo postcommenti (0) | Versione per la stampa
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