branco di spostati.
branco di spostati che non siete altro!
(che non siamo altro...)
eh già.
perchè qui
sardegna e veneto
sicilia e trentino
abruzzo e lombardia
si mescolano
e la distanza non esiste più.
senza mezze misure.
senza mezzi termini.
Tutti in fuga da unica realtà
che divisa in "regioni"
ci illude di essere molteplice.
E invece no.
Tutti in fuga dallo stesso piccolo mondo,
alla ricerca di sorrisi sinceri e gioiosi deliri.
E qui, a Bologna caput mundi,
mente aperta e sogni entusiasti
si fondono in un unico abbraccio.
Dove sogno è conflitto
Anche le menti migliori
Si inchinano al destino
Di una società che lenta scivola
Nelle mani di un male incurabile.
Un male che perfora.
E’ un dolore sordo, che non si esprime.
Non si rivela.
E’ l’incapacità di dare colore alla vita.
Realtà ai sogni.
Coraggio ai vivi.
E il riscaldamento globale
E i rave
E la democrazia esportata.
E sorridi che illumini il mondo aggratis.
Quella che sto per raccontarvi è una storia vera.
E' la storia di un incontro speciale.
Di quando la Libertà incontrò il Destino.
Era un giorno come gli altri.
Gli studenti bruciano
La gente si ammala
Le coppie scoppiano
I matti sorridono
I pesci li pescano
…
Un giorno come gli altri.
E Lei camminava tranquilla.
Noncurante del male del mondo
Dava vita ad un nuovo male.
Tra una sigaretta e qualche droga
Ignorava i ritmi del corpo.
Alla fine Libertà poteva tutto.
Finché un giorno,
Un giorno fatale,
Incontrò lui.
E lui si prese gioco di lei.
Alla grande.
Sorridendole
Stringendola forte
Teneramente e lentamente
la portò con sé,
oltre tutto quello che per noi ora c’è.
Perché Liberta non era solo
Una ragazza fantastica,
ma anche un modo di essere
di pensare
di ridere
di vomitare
di ascoltare.
Satura di emozioni che il Destino le dava,
ballava su vetri rotti
senza sentire dolore.
Coscienza spenta e casse accese:
era quella dolce senzazione
di tenere la testa sott’acqua e non uscire mai;
era quella volontà di ridere in faccia al mondo
col più vero dei sorrisi.
Il Destino, in fondo, le aveva dato solo quello che voleva.
Non l’aveva cambiata.
Libertà era sempre lei.
Ma in tasca aveva le carte sbagliate.
Numeri perdenti.
Soluzioni inutili.
Preghiere dimenticate.
E ora noi portiamo la in spalla
53+30 kili
E un mondo viene a galla.
Ora siamo noi, branco di spostati,
a subire il peso della nostra stessa Libertà.
Prima regola?
Mai dico mai abbandonarsi al Destino.
A voi la scelta, comunque.
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| inviato da
LiZpUnK il 10/11/2007 alle 22:21 | |